Raccolta di articoli interessanti su internet, software, tecnologia e altre stronzate varie della rete...
mercoledì 19 novembre 2008
Wireless in terminal (WPA / WEP)
Ecco il modo per configurare l’accesso ad una rete WiFi da terminale.
Ecco alcuni comandi utili:
root:# iwlist
mostra le reti wireless a cui potete connettervi
root:# dhclient
ottenere un indirizzo IP in automatico
root:# ifconfig
assegnare a mano un indirizzo IP alla scheda di rete
root:# echo nameserver
aggiungere server DNS per una corretta navigazione
WEP
Per connettersi ad una rete con chiave di protezione WEP eseguite:
root:# iwconfig
seguito daroot:# iwconfig
root:# iwconfig
root:# iwconfig
Ora potete configurare l’indirizzo IP a mano o tentare di ottenerlo in DHCP.
WPA
Per connettersi ad una rete con chiave di protezione WPA eseguite:
root:# iwconfig
Se la rete è protetta da password dovrete installare il pacchetto wpasupplicantroot:# apt-get install wpasupplicant
ed eseguire il seguente comandoroot:# wpa_passphrase nome_rete key_wpa >> /etc/wpa_supplicant.conf
editate il file e vedrete che conterra le seguenti righe:
network={
ssid="nome_rete"
#psk="key_wpa"
psk=7d20d1e0391b4d59dc22314476a838b0f33aa488da776206a7d59ec30592c2da
}
modificatelo come segue:
ctrl_interface=/var/run/wpa_supplicant
fast_reauth=1
network={
scan_ssid=0
ssid="nome_rete"
proto=WPA
key_mgmt=WPA-PSK
pairwise=CCMP TKIP
group=CCMP TKIP WEP104 WEP40
#psk="key_wpa"
psk=7d20d1e0391b4d59dc22314476a838b0f33aa488da776206a7d59ec30592c2da
}
Ora vi conviene creare uno script che ogni volta si connetta alla rete wireless
root:# nano start_wireless
e scrivete (supponendo che la vostra interfaccia di rete sia wlan0)
#!/bin/bash
/sbin/wpa_supplicant -B -Dwext -iwlan0 -c/etc/wpa_supplicant.conf &
dhclient wlan0&
L’ultima riga per cercare di ottenere l’indirizzo in DHCP.
Se volete un indirizzo manuale sostituitela con:ifconfig wlan0 192.168.1.2 netmask 255.255.255.0&
(supponendo che il vostro IP sia 192.168.1.2)
Per eseguire lo scriptroot:# ./start_wireless
Sempre meno donne nelle Scienze Informatiche
Quello che però era difficile da aspettarsi era che il gap, anziché ridursi, potesse allargarsi. Non solo perché è cresciuto il numero delle donne che impiegano i computer e la rete, ma perché negli ambiti di ricerca contigui la differenza di genere è scomparsa: la già citata survey della National Science Foundation, ad esempio, documenta come il numero di studentesse presenti nel complesso dei dipartimenti scientifici sia persino superiore a quello dei maschi.
"L'uso dei computer nella vita di oggi è pervasivo - ha sottolineato qualche mese addietro Barbara G. Ryder della Rutgers University - Dunque ci sono nicchie per qualunque persona che capisca quello che la tecnologia può fare e anche per coloro che vogliono veder progredire la tecnologia. Ma gli studenti non se ne accorgono, e sembra che questa cosa riguardi più le donne degli uomini".
Mentre i dati sono chiari, restano controverse le spiegazioni rispetto alle ragioni del gap. Secondo Jane Margolis, co-autrice del libro "Unlocking the Clubhouse: Women in Computing" ("Aprendo le porte del club: le donne nel settore del computing"), un fattore decisivo per spiegare le scelte delle donne che si inseriscono in questo ambito è la cosiddetta "aria di famiglia". La maggior parte delle donne che entrano in questo settore vengono da famiglie nelle quali vi erano informatici e scienziati - il padre di Spertus, ad esempio, lavorava come ingegnere presso l'MIT, e la nostra ha imparato a programmare prima ancora della diffusione dei PC.
Altre come Justine Cassel, direttrice del Centro di ricerca su Tecnologia e Comportamento Sociale della Northwestern University, pongono l'accento sull'importanza delle stereotipizzazioni sociali caratteristiche del mondo informatico. Le ragazze, cioé, starebbero alla larga dalla Computer Science per paura di vedersi raffigurate con immagini come quelle di "nerd" o "geek", tuttora percepite come poco accettabili per delle donne.
La pensa nello stesso modo anche Jan Cuny, che alla National Science Foundation si occupa di un progetto teso a stimolare l'interesse per le scienze informatiche. "Il fattore nerd è imponente", dice, citando degli studi del 2005 che indicano come le studentesse di scuola superiore inquadrassero il lavoro degli informatici, chiusi in cubicoli a scrivere codice, una vita isolata dinanzi a un computer. "La vedono - spiega Cuny - come fosse semplice programmazione. Non pensano alla tecnologia come a qualcosa che sta rivoluzionando il modo in cui diamo vita a nuovi farmaci o molecole, o in cui studiamo l'impatto del clima sulla terra".
Ed Ellen Spertus che ne dice? La giovane dottoressa di ricerca dell'MIT, nel frattempo divenuta Professore Associato presso il Mills College e ricercatrice di Google, propone oggi un punto di vista molto pragmatico. "Il fatto che ci siano poche ragazze che scrivono una tesi di laurea in informatica è ok, a patto che non siano barriere artificiali ad allontanarle", spiega al New York Times. E subito dopo, per illustrare meglio il suo punto di vista, racconta la storia di una sua brillante studentessa, che ha preferito diventare infermiera per paura di non trovare sbocchi come informatica.
Giovanni Arata
fonte immagine
Distribuzioni Linux
In tanti hanno notato che ogni mese si sentono sempre nomi di distribuzioni diverse li Linux.
Ma quante sono? Sono un prodotto ex novo o ereditano il codice da un altra distribuzione?
Le VERE distribuzioni differenti tra loro sono davvero poche, e tante anzi tantissime altre, sono solamente derivate con qualche modifica qua e la sul cofice per adattarle al lavoro che devono svolgere.
Ci sono distribuzioni per il multimediale, per l’apprendimento dei bambini, per la sicurezza informatica, per i firewall, per i router, per i proxy e cosi via.
Di seguito linko un immagine che vi fa capire in un colpo d’occhio una determinata distribuzione da cosa è derivata.
Io per primo, quando sento un nuovo nome avvolte mi domando….
Sarà ereditata da Debian e quindi mi ritrovero apt-get?
Sara ereditata dalla red hat e mi ritroverò gli rpm?
Avere una tabella indicativa avvolte può tornare utile per la scelta della distribuzione più appropriata a noi.
domenica 16 novembre 2008
Convertire un tiff in pdf con tiff2pdf.
tiff2pdf è un semplice programma che permette di convertire facilmente documenti .tiff in .pdf da linea di comando.
Per installare tiff2pdf utilizzate Synaptic oppure digitate in un terminale:
sudo apt-get install libtiff-tools
oppure, per le versioni più vecchie di Ubuntu, digitate:
sudo apt-get install tiff2pdf
Per fare la conversione di un documento digitate, sempre in un terminale:
tiff2pdf -o risultato.pdf documento.tif
Per convertire un documento tiff potete usare anche delle opzioni, per esempio:
tiff2pdf -p A4 -j -o risultato.pdf documento.tif
dove "-p A4" indica il formato della pagina in uscita, "-j" indica che la compressione delle immagini sarà del tipo jpeg, "-o" il nome del file in uscita, nell'esempio di sopra "risultato.pdf".
Altre opzioni di tiff2pdf sono:
-q imposta la qualità di compressione delle immagini, 1-100 per jpeg.
-d non comprime.
-i inverte i colori.
-a imposta le informazioni sull'autore del documento.
-t imposta le informazioni sul titolo del documento.
Per avere più informazioni sulle altre opzioni che mette a disposizione tiff2pdf digitate da terminale:
man tiff2pdf
sabato 15 novembre 2008
Creare una Pen Drive USB bootabile con openSUSE 11.0 (Ottima per Eee Pc e netbook)
Per tutti i possessori di netbook, nonchè amanti di openSUSE, questo articolo potrebbe rivelarsi davvero utile in quanto vedremo come installare openSUSE 11.0 senza l’ausilio di un lettore CD esterno.
Per l’esattezza la versione di openSUSE in oggetto è la 11.0; per la sua installazione ricorreremo a una Pen Drive che, dopo aver apportato le dovute modifiche, si comporterà come un vero e proprio DVD.
Il primo passo da compiere è quello di effettuare il download della versione Gnome o KDE che è possibile reperire da questo indirizzo.
E’ consigliabile optare per una versione Live visto e considerato che, utilizzandola su Eee Pc ci affideremo ai repository sia per le future installazione di software aggiuntivo che per eventuali aggiornamenti.
Il secondo passo è quello di procurarsi una Pen Drive di almeno 2gb. Il dispositivo va opportumamente trattato equipaggiandolo di filesystem FAT32. Trovate utili informazioni su come gestire queste operazioni in questo articolo.
Occorre specificare che questa guida è da utilizzare nel caso in cui si desideri installare openSUSE 11.0 senza avere l’opportunità di utilizzare un lettore CD esterno.
Appunto per questo aggireremo l’ostacolo "riponendo le nostre speranze" su una Penna USB. Apportando alcune modifiche all’immagine ISO è infatti possibile utilizzare una periferica USB esterna per l’installazione.
La guida che andrò a esporvi è divisa in 2 parti: nella prima parte vedremo come preparare l’immagine in modo tale che il sistema in fase di installazione non richieda la presenza del DVD, la seconda consiste nella copia dei files all’interno del dispositivo USB.
Questo articolo ha la particolarità di poter essere utilizzato senza dover minimamente intervenire sui comandi (copia/incolla); le uniche 2 variabili riguardano la posizione e il nome dell’immgine ISO e il device in cui verrà collegata la vostra Pen Drive.
Prima parte
Innanzitutto occorre installare syslinux: aprire una console e digitare:
sudo zypper in syslinux
A questo punto è necessario, dopo aver provveduto a creare una partizione FAT32, inserire la Pen Drive nell’apposita porta USB.
syslinux /dev/sdc1
(In cui /dev/sdc1 corrisponde alla partizione della penna usb.)
Passiamo alla creazione delle directory che utilizzeremo per montare l’immagine ISO e per svolgere le altre operazioni. Da terminale digitare:
mkdir -p /work/unpacked
cd work
Per la creazione delle directory successive necessitano i privilegi di amministrazione ragion per cui dopo averli ottenuti digitare:
mkdir /mnt/iso
mkdir /mnt/squash
mkdir /mnt/usb
Montare l’immagine ISO e proseguire impartendo i comandi che vi vengono suggeriti:
mount -o loop openSUSE-11.0-KDE4-LiveCD-i386.iso /mnt/iso/
cd unpacked
gzip -dc /mnt/iso/boot/i386/loader/initrd | cpio -i
mount -o loop /mnt/iso/openSUSE-*read-only.* /mnt/squash/
cp /mnt/squash/lib/modules/*/kernel/fs/nls/nls_cp437.ko lib/modules/*/kernel/fs/nls/
cp /mnt/squash/lib/modules/*/kernel/fs/nls/nls_iso8859-1.ko lib/modules/*/kernel/fs/nls/
cp -r /mnt/squash/lib/modules/*/kernel/fs/vfat lib/modules/*/kernel/fs/
cp -r /mnt/squash/lib/modules/*/kernel/fs/fat lib/modules/*/kernel/fs/
Fatto ciò occorre modificare il files include. Editare il file con il vostro editor preferito; nel mio caso kwrite:
kwrite includeQuesta operazione è di vitale importanza infatti, modificando come indicato il file include, il sistema in fase di installazione non andrà a cercare il DVD. Per fare ciò è necessario cercare la così definita "function CDDevice" e sostituire il codice che la definisce con questo:
function CDDevice {
# /.../
# changed this function so that it finds config.isoclient on vfat disks, e.g. USB drives
# ----
find /lib/modules/*/kernel/fs/nls/nls* -exec insmod {} \; # needed for vfat filesystem
find /lib/modules/*/kernel/fs/*fat/*.ko -exec insmod {} \; # needed for vfat filesystem
insmod /lib/modules/*/kernel/drivers/usb/storage/usb-storage.ko # needed for USB
sleep 5 # fixme; do this in a proper way
cddevs=`/usr/sbin/hwinfo --disk | grep sd | grep "Device File:" | cut -f2 -d: | cut -f2 -d " "` # looks for disks instead of CDs
echo cddevs $cddevs
for i in $cddevs;do
i=$i"1" # fixme; looks on the first partition only
echo i $i
if [ -b $i ];then
test -z $cddev && cddev=$i || cddev=$cddev:$i
echo cddev $cddev
fi
done
if [ -z $cddev ]; then
systemException \
“Failed to detect CD drive !” \
“reboot”
fi
}
Salvare i cambiamente e provvedere alla creazione del initrd che chiameremo initrdud. Da console impartire il seguente comando:
find . | cpio -o -H newc | gzip -9 > ../initrdud
Seconda Parte
Torniamo alla nostra Pen Drive. Generalmente il sistema monta tale dispositivo su /media/disk (o qualcosa di simile). Per comodità, e per seguire con tranquillità il resto dell’articolo smontare la periferica e provvedere a rimontarla nel punto di mount creato precedentemente:
mount /dev/sdc1 /mnt/usb/
Copiare tutti i files dell’immagine ISO nella Pen Drive:
cp -r /mnt/iso/* /mnt/usb/
Copiare il contenuto della directory /boot/i386/loader/ nella penna usb:
cp -r /mnt/iso/boot/i386/loader/* /mnt/usb/
Rinominare il file isolinux.cfg in syslinux.cfg:
mv /mnt/usb/isolinux.cfg /mnt/usb/syslinux.cfg
E’ arrivato il momento di copiare il file initrdud, oggetto delle modifiche precedenti, all’interno del dispositivo USB:
cp ../initrdud /mnt/usb/
Editare il file syslinux.cfg:
kwrite /mnt/usb/syslinux.cfg
Per mettere in condizione il sistema di avviarsi facendo riferimento al file initrdud occorre modificare la riga:
append initrd=initrd ramdisk_size=512000 ramdisk_blocksize=4096 splash=silent showopts
in
append initrd=initrdud kiwidebug=1 ramdisk_size=512000 ramdisk_blocksize=4096 splash=silent showopts
Smontare il dispositivo USB:
umount /mnt/usb
E’ tempo di verifiche; se tutto il procedimento descritto è stato seguito correttamente saremo finalmente in grado di equipaggiare il nostro netbook con la versione 11.0 di openSUSE.
Questo articolo non è tutta farina del mio sacco, ma visto e considerato che l’articolo originale da per scontato molti passaggi ho deciso di svilupparla e renderla più semplice. Spero di essere riuscito nell’intento.
Contest: il Samsung Omnia i900 te lo regalano Evaystyle e Affarionweb
Come vi avevo promesso ci sarebbe stato un contest da urlo molto presto.Infatti il premio di questo contest è uno straordinario SAMSUNG SGH-I900 Omnia Nero 8GB,il cellulare che attualmente ( almeno per me ) è l’unico vero rivale dell’iPhone di casa Apple.Ma non vi preoccupate non siete su scherzi a parte,non registriamo il video della consegna per poi riprendercelo e salutarvi con una pacca sulla spalla,sarà vostro a vita.Ma il merito non voglio di certo prendermelo solo io,devo ringraziare il grande Affarionweb che collabora con me.Un portale dove poter trovare davvero di tutto,con prezzi incredibili su molti prodotti e una facilità di navigazione impressionante.Inoltre ha una comodissima live chat ed aderisce al progetto fiducia.Ma andiamo al sodo e vediamo come partecipare.
Regolamento:
- Il SAMSUNG SGH-I900 Omnia Nero 8GB è comprensivo di spese di spedizione,quindi totalmente gratuito.
- Per partecipare a questo contest i lettori di Evaystyle dovranno parlare di questo contest sul proprio sito o blog.Il vostro articolo dovrà contenere l’immagine con scritto Evaystyle e Affarionweb ti regalano un Samsung Omnia i900.Un link a questo post e uno al sito Affarionweb ( guardare quello in alto ).Se decidete di partecipare ricordatevi di segnalarlo nei commenti qui sotto.
- L’estrazione avverrà in diretta via webcam tramite il sito Ustream.tv
- Il contest non ha una fine prestabilita.Terminerà infatti tre giorni dopo il raggiungimento di 700 partecipanti ( visto il premio non penso durerà molto ).
- Spargete la voce e buona fortuna a tutti.