lunedì 8 dicembre 2008

Perchè non c’è bisogno di iTunes!

Sapete perchè non c’è bisogno di iTunes su linux? Semplicemente perchè Songbird è una meraviglia. Tutto ciò che fa il software di apple e anche di più, con in aggiunta la capacità di personalizzazione tramite add-ons tipica di mozilla e il suo fantastico motore xulrunner.

songbird1.0c.png

Da qualche giorno è stata rilasciata la versione 1.0 di questo meraviglioso software e la sua installazione su un qualunque sistema linux presenta difficoltà davvero vicine allo zero. Basta effettuare il download da qui, decomprimere l’archivio, spostare la cartella Songbird su /opt e infine da shell digitare /opt/Songbird/./songbird per avere il nostro media player bello pronto e funzionante.
Se poi avessimo voglia di integrare l’applicazione nel menu gnome di Intrepid creiamo il file Songbird.desktop (gedit /usr/share/applications/Songbird.desktop) e incolliamo dentro queste righe:

[Desktop Entry]
Name=Songbird
Comment=media player
Exec=/opt/Songbird/songbird
Icon=/opt/Songbird/songbird.png
Type=Application
Categories=Application;AudioVideo;Audio;

Dopo aver salvato noteremo nel menu Applicazioni–>Audio e Video il nostro bel collegamento.
Lanciato il programma noteremo subito una certa somiglianza con iTunes, soprattutto per la gestione dei contenuti, quindi delle librerie e delle playlist, ottima scelta a mio parere perchè in questo credo che il software di apple sia difficilmente superabile, ma il vero pezzo forte di songbird è la sua perfetta integrazione web e la sua eccellente possibilità di personalizzazione attraverso gli add-ons.

songbird1.0d.png

Personalmente, oltre a quelli di default (Concerts, iPod Device Support, Last.fm e mashTape) ho installato MediaFlow e LyricMaster (davvero eccezionale).

songbird1.0a.png

Il primo visualizza le copertine degli album secondo una preview di notevole effetto (tuttavia dopo averlo provato sono ritornato alla schermata classica meno spettacolare, ma, a mio parere più funzionale),

songbird1.0f.png

il secondo invece è veramente eccezionale, riesce a scaricare nel giro di pochi secondi i testi delle canzoni che state ascoltando visualizzandoli in un riquadro sulla parte destra dello schermo; la cosa sbalorditiva è che su un centinaio circa di brani musicali da me testati non ha sbagliato un colpo e, anche se parte del merito è del sottoscritto che ha impostato i metadati dei suoi brani in maniera corretta, è indice di un database ricco e aggiornato e di un sistema di ricerca all’avanguardia.
Che dire di più, abbiamo sentito per parecchio tempo l’esigenza di un iTunes per Linux, molti ne hanno fatto una battaglia di principio, ma sono sempre stati frustrati dalle scelte commerciali della Mela, oggi non ne abbiamo più bisogno!
In conclusione, come non mi ero sbagliato nel giudicare questo software fin dalle origini, penso di non errare adesso dicendo che Songbird vale iTunes. Mozilla fa veramente le cose in grande!

Installiamo Ubuntu System Panel (USP): un modo nuovo di interagire con la nostra Distro Preferita

Abbiamo parlato qualche giorno fa del futuro di Ubuntu System Panel o più semplicemente USP. Per chi fosse interessato potete leggere questo articolo.

USP è un menù nuovo, diverso, a dire il vero molto simile al menù di Suse che non va a sostituire il classico menù di Ubuntu ma si può affiancare ad esso. Se lo desiderate potrete poi usare solo Ubuntu System Panel.

Guardiamo qualche immagine per renderci conto delle potenzialità e delle caratteristiche di USP. Ovviamente cliccate sulle immagini per ingrandirle.

Le immagini sono prese dalla rete, questo per far notare e comprendere quanto USP possa essere personalizzabile.

Alla fine dell’articolo vi saluterò con un bel video demo di USB. Ma adesso una domanda: Vi piace USP? Si, allora installiamola.

Installazione

1. Apriamo un bel terminale e installiamo subversion

sudo apt-get install subversion

2. Dopo per comodità possiamo creare una cartella dove scaricare tutto il necessario. Questa procedura è suggerita dal sito del progetto. Io ad esempio sono un disordinato cronico e ho saltato questa fase. Voi magari fatelo! Quindi continuiamo digitando su terminale:

mkdir -p ~/Downloads/SVN
cd ~/Downloads/SVN
svn checkout http://ubuntu-system-panel.googlecode.com/svn/trunk/ ubuntu-system-pane

In questo modo abbiamo scaricato tutto il necessario dentro la cartella Downloads/SVN presente nella nostra home e ci siamo portati tramite terminale nella cartella in questione

3. Adesso installiamo USP. Da terminale ancora digitiamo:

cd ubuntu-system-panel
./usp_update install fresh

4. Perfetto! Abbiamo quasi finito. Adesso riavviamo il pannello di gnome con:

killall gnome-panel

5. Per utilizzare USP adesso clicchiamo su un punto vuoto del nostro pannello superiore con il tasto destro e poi clicchiamo su "Aggiungi al Pannello". Ovviamente aggiungeremo "Ubuntu System Panel".

Adesso siamo perfettamente Operativi!

Note per i sistemi a 64bit

Il sito del progetto suggerisce, per i sistemi dotati di Ubuntu a 64bit l’esecuzione del seguente comando:

sudo cp /usr/lib/python2.4/site-packages/usp/plugins/_keybind64.so _keybinder.so

killall gnome-panel

Come promesso vi lascio con il video! Un abbraccio a tutti e alla prossima!

Una fantastica raccolta di risorse per linux

Questa raccolta di risorse ha come fonti tre siti diversi: www.makeuseof.com - hehe2.net/eye-candy - www.techiesouls.com - www.dailygyan.com.
Il primo ha scritto un bellissimo post su 8 grandi desktop manager alternativi ai soliti Gnome e Kde, il secondo presenta 30 schermi di Login, il terzo 50 temi per Gnome, mentre l’ultimo fornisce un decalogo di cose da fare immediatamente dopo aver installato Ubuntu 8.10.
Ovviamente gli articoli sono tutti in inglese e, per una consultazione più approfondita, è richiesta un minimo di conoscenza della lingua, diversamente accontentatevi di questo mio mix (le introduzioni sono libere traduzioni di mad).

8 Great Alternative Desktop Managers For Linux

La maggior parte degli utenti Linux hanno familiarità con Gnome e KDE in quanto sono i desktop manager più utilizzati. Tuttavia, se si sta utilizzando un vecchio PC con specifiche hardware datate, potreste scoprire che questi due ambienti desktop sono troppo pesanti da gestire per il vostro computer.
In questo caso, si dovrà considerare l’utilizzo di una alternativa leggera ai suddetti Desktop Manager. Ecco 8 dei migliori desktop manager alternativi…

lxde.jpg


30 Cool Linux Login Screens

Uno delle caratteristiche più potenti di Linux, contrariamente ad altri OS è la flessibilità e la possibilità di personalizzazione. Ecco 30 grandi temi per la schermata di login. I primi 15 sono per GNOME, mentre da 16 a 30 per KDE.

somatic.jpg

Collection of 50 Best Looking Linux Gnome/Ubuntu Themes

Ecco 50 dei migliori temi per Gnome. Installare applicare e godere!

temafiore.jpg

10 Things You Should Do Immediately After Installing Ubuntu 8.10

Dopo aver installato Ubuntu la gente si aspetta che tutte le funzioni di un moderno sistema operativo siano attive. Caratteristiche quali la riproduzione di MP3, DVD authoring, supporto DivX, ecc Flash Player per citarne alcuni. Purtroppo, a causa di alcuni motivi etici, Ubuntu non fornisce tale funzionalità, “out of the box”. Questo post vi aiuterà a ottenere tutte le informazioni necessarie per fare da voi…

Ubuntu10cose.jpg

lunedì 1 dicembre 2008

Vinci una Media Station Abaco!

E' partito il concorso vinci una Media Station Abaco: il computer da salotto per i film e per la musica!

Partecipa anche tu all'estrazione di una fantastica Media Station Abaco, dal valore di 499€, con il tuo Blog o con Facebook: vincere è semplicissimo, scopri come visitando www.abacocomputers.com/concorso

domenica 30 novembre 2008

I danesi ammazzano i delfini?

Antibufala: appello per i danesi assassini di delfini


NOTA: Questo articolo NON afferma che l'appello descritto qui sotto è una bufala, non prende le difese degli abitanti delle isole Faroer e non vuole fare polemica con Beppe Grillo o entrare nel dibattito vegetariani contro carnivori. Vuole semplicemente presentare i fatti in modo da consentire una valutazione più obiettiva rispetto a quella fornita dal testo ingannevole dell'appello.

NOTE FOR ENGLISH-LANGUAGE READERS: This article does NOT claim that the appeal described below is a hoax. It also does NOT approve or disapprove the behaviour of the inhabitants of the Faroe islands. It merely seeks to provide a broader, more complete understanding of the situation incorrectly described by the appeal. The article also clearly states that the Faroe islands are a self-governed entity and that therefore it is pointless to send complaints to any Danish authority.

Sta impazzando un appello che segnala una strage di delfini "superintelligenti" che si verifica nelle isole "Feroe", accompagnata da immagini molto cruente, di cui mostro soltanto una porzione qui accanto:

...è pazzesco !!!!...veramente pazzesco....

INCREDIBILE CHE POSSA ESISTERE ! che fare, se non denunciare quello che sta ' accadendo, diffondendo il più possibile queste immagini.

....DANIMARCA : UNA VERGOGNA
BENCHE' QUESTO SEMBRI INCREDIBILE, OGNI ANNO, QUESTO MASSACRO BRUTALE E SANGUINARIO SI RIPRODUCE NELLE ISOLE FEROE, CHE APPARTENGONO ALLA DANIMARCA. LA DANIMARCA, UN PAESE SUPPOSTO 'CIVILIZZATO', MEMBRO DELL'UNIONE EUROPEA. TROPPE POCHE PERSONE AL MONDO CONOSCONO QUESTO AVVENIMENTO ORRIBILE E DEPROVEVOLE CHE SI RIPETE OGNI ANNO. QUESTO MASSACRO SANGUINARIO E' IL FRUTTO DI GIOVANI UOMINI CHE VI PARTECIPANO PER DIMOSTRARE DI AVER RAGGIUTNO L'ETA' ADULTA (!!). E' ASSOLUTAMENTE INCREDIBILE CHE NON SIA FATTO NIENTE AFFINCHE ' QUESTA BARBARIE CESSI. UNA BARBARIE CONTRO I DELFINI CALDERONES, UN DELFINO SUPER INTELLIGENTE E SOCEVOLE CHE SI AVVICINA ALLA GENTE PER CURIOSITA'.

INVIA QUESTO MESSAGGIO A TUTTI I TUOI CONTATTI. VERGOGNA ALLA DANIMARCA !!!


L'essenza dell'appello è vera, ma come capita spesso insieme ai fatti autentici c'è una pericolosa miscela di falsità.

In effetti nelle isole Faroer (non Feroe, come dice l'appello) viene effettuata una caccia ai globicefali, cetacei della famiglia dei delfinidi, nella quale gli animali vengono radunati e spinti a riva per poi essere uccisi allo scopo di ricavarne cibo e materie prime di ogni genere.

Quello che l'appello non dice è che le isole Faroer si autogovernano, pur essendo parte della Danimarca, e quindi è inutile reclamare presso il governo danese.

Un altro aspetto taciuto dall'appello è che gli abitanti prendono particolari precauzioni per ridurre le sofferenze dei cetacei (che, sia chiaro, non voglio sminuire), e che paradossalmente sono proprio queste precauzioni a rendere così forti le immagini che accompagnano l'appello: l'uccisione è infatti strettamente regolamentata (il regolamento è qui, in inglese). Sono vietati fiocine ed arpioni, e i cetacei vengono uccisi tranciando la spina dorsale. Questo produce la morte entro 30 secondi di media, in linea quindi con la macellazione bovina e suina diffusa in Europa, ma ha anche l'effetto di tranciare le principali arterie dell'animale e quindi causare la dispersione di grandissime quantità di sangue che tingono drammaticamente di rosso le acque dei fiordi.

Il numero di animali uccisi annualmente in questo modo è intorno al migliaio, e va chiarito che i globicefali non sono una specie di cetaceo a rischio d'estinzione.

L'appello dice inoltre il falso quando afferma che la strage viene effettuata per "dimostrare di aver raggiutno [sic] l'età adulta". La caccia, infatti, è un'attivita praticata da secoli dall'intera comunità degli abitanti, che si suddividono i suoi prodotti.

Benché sia comunque uno spettacolo raccapricciante e certamente non da incoraggiare, va considerato che è numericamente insignificante in confronto alla strage di cavalli, mucche, maiali e pollame che avviene in Europa e nel mondo senza che per questo si scatenino catene di sant'Antonio come questa. Ma, si sa, è più facile condannare quello che fanno gli altri che riflettere su quello che avviene in casa propria. Soprattutto se in casa propria la strage avviene di nascosto, lontano dalle fotocamere, mentre gli altri la fanno alla luce del sole.

E' comunque il caso di inoltrare quest'appello per far conoscere questa realtà? Lascio a voi valutare. Sicuramente sarebbe meglio farlo circolare accompagnato da informazioni corrette. Informazioni come questa, taciuta anch'essa dall'appello: la carne dei globicefali contiene molto mercurio, PCB (difenili policlorurati) e altre sostanze tossiche, per cui il ministro della salute delle Faroer ne sconsiglia il consumo più di una volta al mese.

Il paradosso, dunque, è che sarà proprio l'inquinamento, anziché l'attivismo ecologista non obiettivo, a contribuire alla scomparsa di quest'usanza.

Fonti: TruthOrFiction, BBC, Wikipedia (con un ricco elenco bibliografico)

venerdì 21 novembre 2008

Avviare tutti i sistemi operativi che vogliamo dentro Ubuntu

Se abbiamo necessità di utilizzare diversi sistemi operativi (Windows XP, Vista, BSD, altre distribuzioni Linux ecc…) ma non abbiamo voglia installarli fisicamente nel pc, o meglio ancora ci servono soltanto per avvuare determinati programmi che non richiedono un’eccezionale grafica, possiamo ricorrere ad una macchina virtuale.

Cos’è una macchina virtuale

Una macchina virtuale è un programma che una volta installato simula i componenti hardware di un normale pc. In pratica fa credere al sistema operativo (o i sistemi operativi) che installiamo dentro questa macchina, di trovarsi realmente dentro un pc. Crea un hard disk virtuale in un file apposito, simula una scheda di rete, una scheda audio, una ram, una scheda video, un processore e così via, reindirizzando poi tutto al sistema vero e proprio e permettendoci di utilizzare il sistema operativo “ospite” dentro una finestra (o a tutto schermo) come fosse un programma.

E’ davvero molto utile in tantissime situazioni, inoltre visto che l’hardware è tutto virtualizzato rende l’avvio del sistema ospite molto veloce (xp si accende in pochi secondi).

Che macchina scegliere?

In giro ci sono diverse macchine virtuali, le più famose sono Bochs, Qemu, VMWare e VirtualBox.

Quelle a mio avviso più semplici da usare e più prestanti sono le ultime due, ma dato che VMWare è a pagamento (o meglio vengono fornite gratuitamente alcune applicazioni di base) consiglierei l’uso di VirtualBox.

VirtualBox è stato recentemente acquisito dalla Sun Microsystems, nonostante ciò resta gratuito ed è stato anche migliorato. Di recente infatti è stata implementata la compatibilità con i sistemi a 64 bit. Inoltre è facilmente configurabile per connettere direttamente al sistema ospite delle periferiche usb fisicamente connesse al pc.

Come installare VirtualBox

Installare virtualbox è molto semplice: si può scaricare dal sito il file di installazione, oppure (ed io lo consiglio) si può aggiungere ad Ubuntu il repository del software in maniera tale che ogni volta fossero disponibili degli aggiornamenti vengano automaticamente segnalati ed installati dall’update manager di Ubuntu.

Come procedere:

  1. Aprire il file sources.list, digitando sul terminale

    sudo gedit /etc/apt/sources.list

  2. Inserire il repository copiando la riga sottostante ed incollandola per intero alla fine del file che abbiamo aperto con il comando precedente

    deb http://download.virtualbox.org/virtualbox/debian intrepid non-free

  3. Salvare e chiudere il file sources.list
  4. Ottenere la chiave pubblica e installarla eseguendo sul terminale il seguente comando per intero (un bel copia e incolla sul terminale seguito da invio)

    wget -q http://download.virtualbox.org/virtualbox/debian/sun_vbox.asc -O- | sudo apt-key add -

  5. Aggiornare digitando sul terminale

    sudo apt-get update

  6. Installare VirtualBox tramite Synaptic semplicemente cercando virtualbox tra i programmi (con la funzione cerca ci vuole un secondo), e appena trovato selezionarlo per l’installazione e dare conferma con applica.

Abilitare il supporto per le periferiche usb in virtualbox

Funziona su Intrepid, (per le altre distro chiedete e vi sarà dato :-P)

1. Aprire il terminale e digitare sudo gedit /etc/fstab

2. Nel file che si incollare in fondo la seguente riga
none /proc/bus/usb usbfs devgid=46,devmode=666 0 0

3. Salvare, andare in Sistema > Amministrazione > Utenti e Gruppi

4. Cliccare sul pulsante “Gestione gruppi” o “Manage Groups”, trovare ‘vboxusers’, selezionarlo e cliccare “Proprietà”

5. Selezionare il proprio nome utente selezionando il quadratino corrispondente per aggiungere il proprio account al gruppo vboxusers

6. Riavviare

Nota: se si utilizza la versione open source (OSE) non sarà disponibile il supporto usb, in questo caso scaricare ed installare la versione normal dal sito.

Adesso VirtualBox sarà disponibile nel menu dei programmi sotto “Sistema”.

Installare un sistema operativo in VirtualBox

Per installare un sistema operativo avviare VirtualBox e seguire questa semplice procedura (l’esempio riguarda xp ma va bene per qualsiasi sistema):

  • Premere sul pulsante Nuova per creare la macchina virtuale.
  • Premiamo Successivo e scegliamo un nome per la nostra macchina virtuale.
    Scegliamo Windows Xp come sistema operativo e premiamo Successivo.
    Lasciamo la dimensione raccomandata di default e andiamo Avanti.
  • Ora bisogna creare un’immagine di hard disk virtuale, seguiamo questi passi
    Nuovo–>Successivo–>Ad espansione dinamica–>Successivo–>Termina . (nelle dimensioni del disco mettiamo la quantità che vogliamo assegnare, se non abbiamo particolari esgienze , la dimensione predefinità potrebbe andare bene)

  • Terminata questa procedura vedremo nel pannello principale il richiamo alla macchina virtuale che abbiamo creato.
  • Cliccando sul pulsante Avvia e con il cd di installazione del nostro sistema operativo dentro il lettore,
    partiamo con l’installazione del sistema operativo e procediamo con la normale installazione, come fosse un pc vero e proprio.
  • Adesso ogni volta che ci serve xp (in questo caso) basta aprire VirtualBox, selezionare il sistema operativo e cliccare su Avvia.

Fatto! :-)

p.s. E’ più facile farlo che dirlo

p.p.s. Questo software è dispoinibil ANCHE PER WINDOWS, lo potete scaricare dalla sezione Download del sito

Connessione wireless via shell

Molti di noi vista la semplicità di uso e la praticità usano un network manager per connettersi alla rete wifi preferita. Oggi però voglio mostrarvi come si può connettere alla rete senza un network manager, ovvero, via shell. Prima però vorrei evidenziare alcuni vantaggi e svantaggi su ciò che vi spiegherò.

Vantaggi:

  • Un servizio in meno da avviare quindi più velocità all’avvio
  • Imparo a usare la shell (strumento molto più potente di un’interfaccia grafica)

Svantaggi

  • Metodo più macchinoso

Ma passiamo ai fatti:

per sicurezza, anche se nella maggior parte delle distribuzioni è presente installiamo wireless-tools

sudo apt-get install wireless-tools

Assumiamo che la periferica wifi sia “eth1″ quindi accendiamola con

sudo ifconfig eth1 up

a questo punto servirà vedere che rete wireless è disponibile attorno a noi

sudo iwlist eth1 scan

ora il problema si divide in due parti. Se la rete è protetta o no.

Se la rete non è protetta (assai sconsigliato a meno che non si vive in aperta campagna circondati da campi sterminati di grano) procediamo così:

~

Qual’è l’essid ?

~

La foto dovrebbe riprodurre una rete wireless generica senza protezione infatti possiamo notare la voce Encryption key:off . Ora passiamo a leggere i parametri più importanti da settare che sono: Address, ESSID, Encryption key. Per settare questi tre campi diamo il comando seguente (prendiamo come esempio la figura sopra, ma voi sostituite i parametri della vostra scansione):

sudo iwconfig eth1 ap 00:90:D0:FB:3A:24 essid nomeoscurato enc off

Nel caso in cui la rete è protetta ci sono diversi modi di proteggere una rete wifi: WEP, WPA, WPA2 (e non sono gli unici modi).

In questa guida ci occuperemo solamente alla protezione WEP. Prossimamente pubblicherò una guida per la WPA & WPA2.

~

Qual’è l’essid ?

~

Una generica rete wireless con protezione WEP la possiamo riconoscere dal campo Encryption key: on. Per configurare questo tipo di connessione il comando è simile a quello precedente:

sudo iwconfig eth1 ap 00:1C:2E:42:A4:93 essid nomeoscurato enc on key PASSWORD

dove (ovviamente) nel campo password ci andrà la chiave scelta da voi.

Passiamo ora al caso di una rete protetta da WPA. La cosa è un po’ più complessa ma non di troppo.

{CONTINUARE}

a questo punto abbiamo il device è configurato, non ci resta altro che chiedere un ip all’access point:

sudo dhclient eth0

~

Output del comando sopra

~

ora non resta che andare su filippoamaduzzi.com e vedere se la connessione funziona.